Buongiorno cari amici commensali dal palato raffinato, quest’oggi sono felice di “stuzzicare il vostro appetito” con un’intervista allo chef  Renato Bernardi, ambasciatore della cucina italiana presso le Comunità Islamiche.

Uomo versatile, nasce affiancandosi ai padri fondatori della gastronomia e cresce nella continua ricerca di nuove contaminazioni delle culture occidentali e orientali che spaziano dall’utilizzo delle materie prime alle tecniche di cottura, passando per l’applicazione di nuove tecnologie da condividere con i professionisti del settore.

A tal proposito, è sorta d’Amore&d’Italia  una rete di imprese che consente di progettare, sia nuove realtà di ristorazione in Italia e nel mondo, sia nuove linee guida per il superamento di fasi di particolare criticità delle aziende e start-up di settore.

Inoltre, lo chef Renato Bernardi è impegnato in innumerevoli attività che lo vedono protagonista, come la direzione dei Centri Cottura della Multiservizi dei Castelli Romani (dove le mense bio sono state riconosciute come modello di spicco dal punto di vista alimentare, della salute e del benessere dei bimbi), a quella di Direttore di Alta Qualità di ingredienti e preparazione per menù sani e differenziati in virtù dei criteri della cucina mediterranea.

Consulente RAI da oltre 10 anni, ora è approdato anche a Mediaset nel programma di Luca Sardella ‘Parola di Pollice Verde’ il sabato su Rete4.

A tal riguardo, in collaborazione con il Professor Pietro Migliaccio, nutrizionista e Presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, ha condotto la rubrica ‘La dieta come terapia” su Rai2, stilando un vademecum sull’utilizzo di ingredienti mediterranei e tipici regionali che strizzano l’occhio all’utilizzo delle spezie in sostituzione del sale.
Ciò in modo da prospettare una giusta alimentazione per ogni fascia di età: dall’età infantile a quella adolescenziale, dall’età adulta a quella senile.
Insomma, una nutrizione vestita di colori, di gusti e di apporti nutrizionali performante per ogni fase della vita.

Overture dell’intervista è la seguente domanda: “Chef Bernardi, qual è il piatto che le ricorda la sua infanzia?”
La minestra maritata, tipico piatto veneto delle mie origini, fatta con il riso vialone nano. Un piatto che evoca i profumi di quando ero piccolo e aiutavo mia mamma in cucina, sminuzzando con attenzione il prezzemolo. Quel prezzemolo che volutamente è presente in molte mie ricette, tanto da farlo divenire un elemento decorativo come un bellissimo fiore.

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Renato Bernardi “Foto Elia Favretto”

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Renato Bernardi “Foto Elia Favretto”

L’intervista prosegue: “Se cucini con amore vinci sempre” è una frase che ha destato in me molta attenzione, quasi un gemellaggio con il claim di le petit “cibo per il cuore”. Che significato ha per lei?
Una cucina dove al di là della tecnica, delle materie prime e dello spiccato senso del gusto, deve prevalere l’amore della gestualità e fare il proprio lavoro con grande amore, dedizione, rigore e semplicità.

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Le molteplici esperienze che contraddistinguono il suo percorso professionale l’hanno portata a cucinare nella residenza presidenziale italiana di Castelporziano, in Vaticano, nelle mense scolastiche, e ad indire corsi per uomini separati per far sì che cucinare non sia più un problema, ma un momento di aggregazione e di amore con i figli. Che cosa è, quindi, la cucina per lei?
Intendo la cucina come sociale ed etica, in grado di trasmettere una consapevolezza sempre più alta “del mangiare bene e con gusto”, affinando le proprie capacità culinarie in ogni strato sociale e in ogni situazione.

Interessante è il progetto di lavoro a Testaccio. Che cosa riguarda?
E’ un progetto di formazione-lavoro il Micro Distretto Testaccio@Work per l’orientamento e l’inserimento professionale dei ragazzi nel settore della ristorazione e del turismo,
in modo tale da offrire supporto per l’avvio della propria attività in start-up. Una iniziativa nata a Roma lo scorso aprile nel cuore storico e popolare di Testaccio, che ha già visto l’apertura di due laboratori: uno di pasta fresca in cui i ragazzi imparano a realizzare, ad esempio, i tortellini ma anche a gestire le varie fasi di questo lavoro, ed un Laboratorio delle Idee in cui si creano progetti di marketing turistico, comunicazione e promozione del territorio attraverso eventi, incontri, seminari, etc.

Un’ultima domanda chef. Degna di grande innovazione è la sua esperienza teatrale, una trade union tra teatro e cucina, un nuovo modus operandi per avvicinarla a un bacino di utenza sempre maggiore rendendola fruibile in ogni sua sfaccettatura.
Sì, il Cooking theatre experience” è uno evento live realizzato in collaborazione con d’Amore&d’Italia dove il pubblico è il grande protagonista di una performance che lo porta a vivere, nella realtà e in chiave teatrale, la dimensione della cucina a 360 gradi. Ad aiutare i “concorrenti” ci siamo io ed un cuoco straniero: un modo per creare una sempre maggiore contaminazione delle culture gastronomiche, ripeto, in chiave teatrale.

L’intervista volge al termine e io, con grande riconoscenza, ringrazio lo chef Renato Bernardi per aver concesso questa intervista al mio blog.
Un’intervista densa di grande professionalità, semplicità e di grande amore verso la cucina e il prossimo, anche per coloro che in determinate fasi della vita hanno bisogno di maggiore disponibilità ed attenzione.
Un’attenzione che anche il cibo può donare.

Un “cibo per il cuore” insegnato con amore, preparato con dedizione e assaporato con grande felicità.

Le ricette più belle?

Ricette del saper vivere bene
Ricette del saper donare

Le petit vi augura una buona giornata e vi dà appuntamento al prossimo incontro.

Prima di lasciarvi tre click d’autore: “tre quadri d’autore”, ove la cucina è un tramite per esprimere una tecnica fatta di colori, di consistenze e di perfezione del taglio che mescolandosi magicamente, colorano “la tela di un piatto”.

Nasce, così, un piatto d’eccellenza dello chef  Renato Bernardi.

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Soffiato di black code e duetto gratinato di invidie “P&P Fotografia”

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Pici con calamari e pesto di rucola all’aglio “Foto ©Marco Banci”

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Filetto di orata con zucca e radicchio “Foto ©Marco Banci”

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

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